“Strada senza ritorno”, il libro horror ambientato a Vieste


Strada senza Ritorno

Strada senza Ritorno – Paolo De Chirico

Abbiamo intervistato Paolo De Chirico, scrittore e autore di “Strada senza ritorno” uscito da pochi mesi per 0111 edizioni di Varese.
Incuriositi da questa sua scelta di scrivere un romanzo horror e ambientarlo tra le varie location anche a Vieste, l’abbiamo incontrato per fare due chiacchiere.

“Strada senza ritorno” parla di Raffaele Doria, un giovane uomo con un lavoro, una fidanzata e una famiglia: una vita come tante. Le vacanze da tempo programmate alle grotte di Castellana si tramuteranno in un’esperienza traumatica quando una notte, nell’albergo dove alloggia, succederà qualcosa che lo cambierà per sempre. Da quel momento, il mondo di Raffaele si trasformerà in un viaggio delirante e senza sosta che terminerà a Vieste sul Gargano, dove il confine tra realtà e follia sarà in bilico fino alla fine della storia.

Da quanto tempo scrivi e com’è nata la tua passione per la letteratura?
Rispondere a questa domanda è difficile, il rischio è essere banale rispondendo “da sempre”. La passione per la scrittura e, più in generale, per la letteratura è nata nella tenera età. Il desiderio di vivere “avventure” e scoprire “fatti ed eventi storici” attraverso la lettura mi ha sempre affascinato. Per quanto riguarda la scrittura ricordo l’estate del ’92, tre mesi di vacanze sulle spiagge di Ischia. La sera leggevo romanzi di Terry Brooks e la mattina, prima di andare in spiaggia, riempivo d’inchiostro un quadernone a righe. In tre mesi arrivai a riempirlo: era il mio primo racconto, concluso a dieci anni di età.

Come mai hai scelto il genere horror? Quali sono gli autori che maggiormente hanno influito sulla tua scrittura?
Credo che l’horror sia il genere più libero da vincoli narrativi. Questo grazie alla moltitudine di sottogeneri che spaziano dallo storico al fantascientifico, passando per il teen, il gotico e altri. Inoltre gli autori che ho più amato sono maestri di questo genere: Lovecraft, Poe, Rice e King oltre ai classici Stoker e Shelley.

Come è nato “Strada senza ritorno”?
Strada facendo. A differenza di altri miei racconti o libri, “Strada senza ritorno” è nato viaggiando per la Puglia negli anni: nelle Grotte di Castellana si insinuò un primo pensiero, esplorando il centro storico di Vieste questo crebbe. Infine la recente affissione della targa a Marina Piccola inneggiante la fratellanza tra Vieste e Pula, fece scattare la scintilla. Unii il fascino della storia di Vieste, alle leggende di Pula e Castellana Grotte e così cominciò l’avventura di Raffaele Doria…

Perché la scelta di ambientarlo in Puglia e a Vieste?
Come dicevo prima “Strada senza ritorno” è nato in Puglia grazie al fascino storico e le leggende che ruotano attorno ai luoghi cardine del libro: Castellana Grotte, Pula e Vieste tra cui l’affascinante celebrazione del Dragut Rais.

Come vedi la scena culturale di Vieste e del Gargano tutto?
Ammetto di conoscere ancora poco la scena culturale di Vieste, ciò che ho visto è meraviglioso: ho assistito a feste e celebrazioni di ogni tipo, balli e canzoni antiche, riti di culto unici che coinvolgono l’intera cittadinanza, mostre pittoriche, rappresentazioni teatrali, ho conosciuto storici innamorati di questa città, sono testimone della passione per i prodotti di questa terra, la costante ricerca dell’eccellenza e credo di aver soltanto grattato la superficie…

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