La leggenda del “Pizzomunno”

marzo 13, 2014 2:32 pm Pubblicato da Commenti disabilitati

10009576_10203547203304393_2139576218_ndi Raffaella Scattino

Oh voi che non temete, udite il suo canto! Con voce ammaliante irrompe nella farraginosa mente. Mulinate le braccia e remate, alla ricerca di colei sì desiderata. Stremati, vi abbandonate al lungo sonno. L’onda si apre… Beffarda emerge e vi ruba l’anima.” (Il canto della sirena – Ulisse e i naviganti – Iliade)

Vieste, cittadina incantevole del litorale garganico, possiede come principale patrimonio ambientale numerose e splendide spiagge bagnate da un mare turchese e cristallino. Su una di esse, esattamente sulla spiaggia di “Pizzomunno”, posizionato sulla battigia si erge un mastodontico monolite calcareo alto circa 25 metri che prende appunto il nome di “Pizzomunno”. A questo dono della natura è legata una fantastica leggenda che, come ben si sa, è quel tipo di racconto che narra la nascita e lo sviluppo di tutte le bellezze naturali, ma che dovendo puntare all’emotività dell’uomo non può fare a meno di dettagli fantastici e misteriosi. La leggenda di Pizzomunno vede inevitabilmente presente anche la figura leggendaria della sirena, che nasce proprio nell’area mediterranea, e che sin dall’epoca della mitologia greca rappresenta la personificazione del pericolo del mare. Infatti le diverse leggende vogliono che la sirena sia causa di sventura per molti marinai e pescatori, che distratti dal canto e dalla bellezza di quest’ultima non fanno più attenzione alle insidie del mare.
Dimostrazione della ferocia delle sirene fu anche la storia di Pizzomunno, pescatore elegante e di bell’aspetto della piccola cittadina di Vieste, felicemente innamorato della sua bella e giovane Cristalda. La leggenda narra che Pizzomunno ogni giorno all’imbrunire era solito partire dalla spiaggia di Vieste per andare a largo tra le acque cristalline del Gargano; queste acque però non sempre sono state così innocue come appaiono oggi. Durante la notte, infatti, Pizzomunno veniva ammaliato da delle sirene malvagie ma follemente innamorate di lui, il quale però fedele alla sua amata Cristalda, ha sempre resistito al loro fascino tanto da suscitare l’invidia delle sirene che reagirono trascinando la sua amata negli abissi del mare. Così Pizzomunno, pietrificato dal dolore si trasformò in una enorme roccia bianca, divenendo l’emblema della spiaggia di Vieste.
Questo perché si narra che proprio qui, ogni cento anni i due amanti si ricongiungono fino all’alba per trascorrere dei bellissimi momenti di amore resi in passato impossibili dalle feroci sirene. Al sorgere del sole, però, le sirene tornano a riprendersi Cristalda trascinandola nelle oscurità del mare con invisibili catene portando così Pizzomunno a ritrasformarsi in questo colossale monolite, mentre il loro lamento si ripercuote di onda in onda per altri cento anni. La leggenda inoltre narra che coloro che faranno un giro completo intorno a Pizzomunno esprimendo un desiderio, avranno la possibilità di vedere il loro desiderio esaudito; e chissà magari gli innamorati delle passeggiate notturne sulla spiaggia saranno così fortunati da incontrare i due amanti, Pizzomunno e Cristalda.  

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